Centro internazionale di fotografia degli scavi scaligeri



Centro internazionale di fotografia degli scavi scaligeri

Il Centro Internazionale di Fotografia agli Scavi Scaligeri durante la mostra di Tina Modotti

«Le attività espositive del Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri sono momentaneamente sospese, a partire dal'11 maggio 2015, per gli adeguamenti necessari in vista dei lavori di restauro di Palazzo del Capitanio». 

Questa "comunicazione di servizio", pubblicata nel 2015 e ancora oggi ben visibile sulla pagina web dedicata, rischia oramai sempre più di suonare quale tetro ed involontario epitaffio. Gli Scavi Scaligeri, ve li ricordate? Quei "quattro sassi", per citare il poeta, uniti a quelle "quattro foto" che dal lontano settembre 1996 per vent'anni a Verona hanno rappresentato un centro culturale innovativo e capace d'accogliere migliaia di visitatori.

Ci si è dimenticati di celebrarne il 20° compleanno nel 2016, ma forse sarebbe sufficiente tornare a parlarne un po', ora che il Comune di Verona tra altisonanti squilli di tromba ha finalmente il suo Assessore alla Cultura e, parrebbe, una rinnovata attenzione verso l'argomento, tanto da ventilare l'ipotesi di candidarsi a Capitale italiana della Cultura nel 2021 (700° anniversario della morte di Dante).

È in questa direzione che sembrerebbe muoversi il gruppo consiliare del Partito democratico, il quale in merito ha polemicamente fatto notare come «la mancata riapertura degli Scavi Scaligeri in occasione delle festività natalizie rimarca una triste continuità con l'amministrazione precedente». Gli esponenti Pd Carla Padovani, Elisa La Paglia, Stefano Vallani e Federico Benini hanno rilevato come a Palazzo Barbieri mercoledì sia stata dedicata «un’intera commissione consiliare ai banchi di Piazza Erbe e da settimane si continui a parlare dei mercatini di Natale. Nessuno sembra considerare la possibilità che il fiume di gente che si riversa in città ogni weekend potrebbe rappresentare linfa vitale anche per i nostri musei, il cui ruolo resta invece relegato ai margini vista l’assenza di iniziative specifiche, ancora in attesa del super direttore o direttrice».

Fiore all'occhiello della cultura in terra veronese, gli Scavi Scaligeri custodiscono un vero patrimonio storico-archeologico, con reperti che risalgono all'epoca romana (metà del I secolo a.C.) fino alla costruzione del palazzo di Cansignorio della Scala nel medioevo (1350 – 1364). Un percorso labirintico che si snoda all'interno di ambienti progettati all'inizio degli anni '80 da una figura carismatica ed importantissima per la recente storia veronese come l'Architetto Libero Cecchini. Dopo l'iniziale tentativo di utilizzare le sale per esporre opere di pittura, si profilò l'idea di trasformare il centro in un polo interamente dedicato alla fotografia, tra i primi in Italia nel suo genere. Era il 1996 quando inaugurò la mostra di David e Peter Turnley, cui seguirono moltissime altre, da Elliot Erwitt a Douglas Kirkland, passando per Brassaï, Cartier-Bresson, Duane Michals, Robert Capa, René Burri, gli italiani Franco Fontana e Berengo Gardin, fino alle ultime grandi mostre dedicate a Gordon Parks e Tina Modotti. 

Insomma, si tratta di un centro culturale di cui Verona è ormai orfana da molto, troppo tempo e che, con l'ulteriore passare dei mesi rischia sempre più di finire obliato. Di qui dunque l'intervento dei consiglieri Pd teso a rimarcare come il grande afflusso turistico durante le feste potrebbe essere sfruttato anche per ridare vitalità ai musei civici, e in particolare auspicando una riapertura degli spazi al di sotto di Cortile del Tribunale: «Il periodo natalizio -  spiegano i consiglieri - sarebbe l’occasione perfetta per rilanciare l’attività degli Scavi Scaligeri, immotivatamente chiusi da ormai tre anni, e del Centro Internazionale di Fotografia, costretto ad esporre al Museo di Storia Naturale e di cui lo scorso anno abbiamo clamorosamente mancato di festeggiare i 20 anni di attività. Oltre a promuovere la città, l’abbinamento mercatini-musei contribuirebbe ad accrescere anche la qualità del turismo. Pronti a dare discontinuità?».

La palla ora passa, come ovvio che sia, alla giunta Sboarina, fino ad oggi silenziosa sull'argomento, ma che forse farebbe bene ad esprimersi, quantomeno dando indicazioni sulle proprie volontà al riguardo. Nell'attesa c'è di che rallegrarsi se non altro del fatto che qualcuno ancora si ricordi degli Scavi Scaligeri, i quali dopotutto non sono ancora morti, solo continuano silenziosamente a restare invisibili sottoterra.



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